domenica, 22 febbraio 2009 

// mood:
// listening to: (troppo agitata per ascoltare musica)
// object: oscarsss.

Questo post è dovuto principalmente al mio senso di colpa. Sono la bellezza di due mesi che non aggiorno, non era mai successo prima d'ora. Come minimo avrò perso tutti i miei fedeli lettori (b*stardi!). E' tutta colpa di Facebook e MSN. E poi insomma, ho un sacco di cose da fare. Tipo... Che so... uhm...
Ok, cambiamo argomento.

Stasera ci sono gli Oscar. Meryl ha una nomination come Miglior Attrice Protagonista. Potrebbe essere la volta buona che si porti a casa la terza statuetta. Non è umanamente concepibile il fatto che questa donna abbia vinto l'ultimo Oscar nel lontano 1983 per "La Scelta di Sophie". Dove li mettiamo ruoli memorabili come "La Donna del Tenente Francese", "La Mia Africa", "I Ponti di Madison County", "The Hours"?? (giusto per citare qualcuno e fare un po' di propaganda). Per chi ancora non lo sapesse Meryl detiene il record per il maggior numero di nomination (quest'anno è la n.15), viene nominata quasi ogni anno per qualsiasi cosa faccia. Proporrei d'istituire una categoria a parte, il "Meryl Streep Award". Perchè diciamolo, questa donna merita di portarsi a casa una statuetta A PRESCINDERE. Inutile dire che devo a s s o l u t a m e n t e seguire la cerimonia in diretta, non sia mai che mi perda un evento del genere. E' vero, domani internet sarà sommerso da videoclip e articoli... Ma non è la stessa cosa. E' un po' come registrare la finale dei mondiali e guardarsela il giorno dopo. Ovviamente non ho Sky, quindi mi toccherà seguire la cerimonia on-line, il che potrebbe anche essere un bene. Sarò libera di urlare/saltare/battere le mani/andare fuori di testa (a titolo informativo: una reazione non esclude l'altra. Anzi, molto probabilmente si verificheranno tutte e nell'esatto ordine in cui le ho scritte) senza svegliare/spaventare nessuno. Per non parlare delle conversazioni ad alto livello su MSN del tipo:
"eccolaaaaaaaaa!!!!!!!"
"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA"
"muoiooooooooooooooooo"

Questo mese sono stata al cinema ben 3 volte, in vista degli Oscar. E quindi vi beccate le recensioni.

Attenzione: potrebbero esserci degli spoilers. Vi ho avvisati.

DOUBT

Film su un argomento forte e difficile, il presunto abuso da parte di un prete nei confronti di uno studente di colore. La storia è ambientata in una scuola del Bronx nel 1964. La pièce teatrale è stata adattata per il grande schermo dallo stesso John Patrick Shanley (vincitore del premio Pulitzer), ragion per cui il film mantiene una forte struttura teatrale. Privo di effetti speciali, cambi d'abito o qualsiasi altro espediente che possa distrarre l'attenzione il film richiede recitazione allo stato PURO e attori di grande talento in grado di valorizzare ogni singola scena con uno sguardo, un gesto, un modo particolare di recitare le proprie battute... Un punto forte della regia sono sicuramente i primi piani. Un aticolo ha espresso perfettamente il concetto: "primi piani su volti di attori così perfetti da incatenare ogni parola al suo perfetto senso, e noi a loro". Suor Aloysius, la preside della scuola, è estremamente severa e conservatrice e tutti i ragazzi ne sono terrorizzati. Padre Flynn al contrario è aperto e liberale e la cosa non le va proprio a genio. Quando la giovane e naïve Sorella James viene colta da un dubbio e confessa di aver sopreso Padre Flynn in atteggiamenti un po' troppo amichevoli con uno dei ragazzi ecco che scatta la battaglia personale di Suor Aloysius contro il prete, intenzionata a smascherarlo a tutti costi e farlo allontanare dalla scuola. Uno scontro tra due personaggi dalla forte personalità, entrambi fermi sulla propria posizione... E la povera Sorella James (che rappresenta il punto di vista dello spettatore), divisa tra i due e incerta su chi abbia o meno ragione. Ad ogni modo il punto del film non è svelare una verità, bensì dimostrare come la mancanza di certezze possa influenzare i comportamenti umani. Fin dove siamo disposti a spingerci pur di far valere i nostri principi e le nostre convinzioni?

Grande interpretazione da parte di Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman e Amy Adams. Ma soprattutto Meryl. Questa donna è in grado di esprimere una varietà infinita di emozioni con un semplice sguardo o un impercettibile movimento delle labbra. Non ho idea di come faccia, so soltanto che in ogni suo film è in grado di calarsi completamente nel personaggio e DIVENTARE il personaggio.


REVOLUTIONARY ROAD

Ambientato nell'America degli anni '50 "Revolutionary Road" è la storia di Frank ed April, una giovane coppia soffocata dalla noia e dalle regole di una società perbenista e conservatrice. L'infelicità e l'insoddisfazione non fanno che logorare il loro rapporto e allontanarli l'uno dall'altra. Frank detesta il suo lavoro e ha una misera relazione extra-coniugale dettata unicamente dalla monotonia e dal desiderio di trasgredire, April è una casalinga insoddisfatta e incompresa divisa tra figli e faccende domestiche. Entrambi si considerano speciali e destinati a qualcosa di meglio che a una misera esistenza fatta di casa con giardino, figli, denaro e rispettabilità. Le cose cambiano quando April suggerisce di trasferirsi a Parigi e vivere la vita che hanno sempre sognato. Lei avrebbe lavorato come segretaria sostenendo la famiglia finchè Frank non avesse finalmente trovato un lavoro più adatto alle sue capacità. Dapprima titubante, Frank finisce col convincersi. Il solo pensiero di partire e l'idea che la felicità sia dietro l'angolo riaccende la passione e dissolve il vuoto delle loro esistenze, improvvisamente la vita torna a splendere. Tutto ciò fa pensare a quanto la felicità sia strettamente collegata ad uno stato mentale, più che al cambiamento. C'è una scena bellissima che mostra il cambiamento mentale dei due protagonisti: Frank si reca al lavoro, è identico a qualsiasi altro uomo intorno a lui... Giacca e cravatta, cappello, valigetta 24 ore... Ma qualcosa dentro di lui è cambiato. Non si sente più uno di loro. Si ferma sulle scale sorridendo e guarda oltre, gli altri continuano a muoversi dietro di lui, troppo presi dalle loro monotone vite. Nello stesso momento April, con i biglietti aerei in mano, cammina lungo il viale sorridente ed emozionata, l'incarnazione della felicità fatta a persona. Purtroppo però le cose non vanno come previsto. Frank riceve una generosa offerta di lavoro, April rimane incinta... E l'intero piano scoppia come una bolla di sapone. April va in crisi. Frank ha finalmente la prospettiva di un'esistenza migliore grazie ad un lavoro ben retribuito e gratificante, ma April si ritrova al punto di partenza e con nessuna prospettiva se non quella di badare alla casa e comportarsi da 'perfetta mogliettina' americana (sotto molto aspetti il personaggio di April mi ha ricordato Laura Brown in "The Hours"). In quegli anni essere una donna era estremamente limitante. Per alcune non c'era il benchè minimo problema (o se c'era mascheravano la cosa fingendo che le cose andassero bene. La società di quegli anni era invasa dall'ipocrisia. Vedi i vicini di Frank ed April), ma altre donne dallo spirito più libero e anti-convenzionale erano spinte alla follia. Il finale è tragico ma necessario. Una storia in cui ci si può rispecchiare appieno, nonostante la diversa epoca.
Interpretazione fenomenale da parte di Kate Winslet e Leonardo DiCaprio, buona regia, bellissimi costumi, musica perfetta.

Non capisco perchè Kate non sia stata nominata per questo film, anzichè "The Reader". (Ah, questo film l'ho visto in inglese. yay!)


THE READER

Storia ambientata nella Berlino del dopoguerra. Il protagonista è Michael, un ragazzo che in un momento di malessere viene aiutato da una misteriosa donna di nome Hanna Schmitz. Tra i due nasce una relazione, il ragazzo viene iniziato al sesso. I loro incontri diventano sempre più frequenti, finchè tra i due nasce un'intesa. Hanna ha un carattere molto duro ma dimostra di avere una profonda sensibilità. Adora farsi leggere i classici della letteratura, e Michael l'accontenta. La relazione dura solo un'estate ma il ragazzo ne rimane profondamente segnato. Si reincontreranno soltanto una decina d'anni più tardi in circostanze totalmente inaspettate. Michael studia per diventare avvocato e si ritrova ad assistere ad un processo per crimini nazisti, nel gruppo di donne accusate di aver lavorato per l'SS c'è proprio lei, Hanna Schmitz. Michael rappresenta il punto di vista dello spettatore, completamente spiazzato da questa scoperta e incapace di credere che una persona come Hanna possa aver fatto una cosa del genere. Ad un certo punto del processo Hanna viene accusata dalle sue compagne di essere stata la responsabile del gruppo e di aver scritto di suo pugno una certa lettera in cui venivano dichiarate le loro posizioni e responsabilità nei confronti dei prigionieri. In quell'istante il ragazzo si rende finalmente conto che Hanna è analfabeta e che l'ha sempre nasconto per vergogna. Nonostante questa informazione potrebbe cambiare notevolmente l'esito del processo, Michael non ha il coraggio di rivelare il segreto di Hanna. Dal canto suo Hanna non fa nulla per discolparsi e conferma l'accusa, aggiudicandosi l'ergastolo. Michael non andrà mai a trovarla, ma per 20 anni le leggerà montagne di libri inviandole dei nastri registrati. The Reader.

Ora. Devo confessare che alcune parti della storia sono un po' oscure... Non riesco ad inquadrare bene i personaggi. Secondo la mia personale interpretazione Hanna era una persona molto sensibile e intelligente (meravigliosa la scena in cui scoppia in lacrime ascoltando il coro nella chiesa), non credo che lo spettatore fosse tenuto in qualche modo a giustificarla. Il fatto che fosse analfabeta non significa certo che non fosse in grado di distinguere il bene dal male. Credo piuttosto che si sia trovata in balia degli eventi e che abbia avuto il rimorso e il senso di colpa tutta la vita. Questo spiegherebbe il suo dichiararsi colpevole e la sua decisione finale. Non l'ha fatto per nascondere il suo segreto, bensì perchè non si sentiva degna di vivere. Se vogliamo dirla tutta credo che avesse anche dei problemi psicologici. Il personaggio di Michael invece penso fosse dilaniato in due (così come lo spettatore): da una parte il coinvolgimento emotivo e il desiderio di aiutarla, dall'altra l'impossibilità di giustificarla per una cosa tanto grave.

* * *

Detto questo... Che vinca la migliore!
Perchè si sa, tutti (me compresa) danno per scontato lo scontro Meryl Vs. Kate... Come minimo non vincerà nessuna delle due.

posted by soulflower @ 17:25 | commenti (3)
recensioni, movies, meryl streep


 

Tania. 02/11/84.
scorpione ascendente capricorno.
vive di musica/cinema/libri.
romantica, nostalgica, old-fashioned.
just a broadway baby.
soggetta ad ossessioni fanatiche.
complicata, pirandelliana.
ansiosa da mal di pancia.
pigra all'ennesima potenza.
si commuove davanti ai film.
ritardataria cronica.
contemplatrice di tramonti.
ama ritagliarsi i suoi spazi.
sensibile, empatica, riflessiva.
drastica, odia i compromessi.
condannata al cerchio dei golosi.
incontentabile.
negata per la matematica.
sarcastica, simpatica umorista.
creativa, artista incompresa.

That's why the lady is a tramp.


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*me* XD

"Hai visto solo la punta dell'iceberg della mia nevrosi... Sono completamente pazza." (Ally McBeal)

Musica (broadway, jazz, swing, soul, disco, oldies) cinema, broadway, musicals, concerti, film anni '50-'60, libri, i classici, letteratura inglese, eroine tormentate, stile anni '20, tip-tap, charleston, jazzy-clothes, il romanticismo, tutto ciò che è old-fashioned, anni '80, il vintage, l'inglese, le citazioni, le overture, guardare film in inglese, internet, sperperare denaro su ebay, youtube, webdesign, collezionismo, sigle dei cartoni animati, walt disney, l'oggettistica inutile, gli album di fotografie, cantare in auto a squarciagola, gli attacchi di ridarola, le fanfare, il rosa, il cioccolato bianco, lo stile etnico, lo yoga, viaggiare, gli abbracci, i sorrisi, i bambini, i girasoli, il mare, i tramonti, l'arte in ogni sua forma.

I pois, le meduse, gli insetti, gli spazi affollati, la confusione, la mancanza di comunicazione tra le persone, gli uomini che non sanno più corteggiare, i giovani senza valori, le zoccole, la tv spazzatura, la sotto-cultura, la superficialità, i cellulare-dipendenti, la musica house, la droga, la noia, la solitudine, lo sport, la maleducazione, l'ignoranza, l'incoerenza, la perfidia femminile, l'atteggiarsi, l'invidia, l'ipocrisia, la superbia, l'accontentarsi, l'opportunismo, la logorria, la gente che non sa ascoltare, l'egocentrismo, l'esibizionismo, la competizione, lo snobbismo, il perbenismo, la gente fissata con il lavoro, gli isterici, i pignoli, i maniaci.

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