domenica, 10 maggio 2009 

// mood:
// listening to: I have confidence - julie andrews
// object: fangirl.

Ragazzi, il 5 luglio vado a Salisburgo.



Visiterò i luoghi in cui è stato girato The Sound of Music... La collina, la villa della famiglia Von Trapp, il gazebo, i giardini Mirabell, il convento... Perchè si sa, Salisburgo è la mecca per un fan di Julie Andrews che si rispetti. Vi dico soltanto che la comitiva è composta da una decina di fans... Non oso immaginare quello che potrà accadere. Tralatro abbiamo deciso che il The Sound of Music Tour in pullman costa troppo e non vale la pena, quindi noleggeremo le bici in puro stile do-re-mi. E qua ho detto tutto. La gente del posto sarà ormai abituata a spettacoli del genere (mi auguro). Per l'occasione la mia bosom buddy Jenni verrà a trovarmi direttamente dalla Finlandia. Insomma, non sto nella pelle.





Il secondo eventone dell'anno è a ottobre: Meryl Streep al Festival del Cinema di Roma per ritirare il premio Marco Aurelio alla carriera.
Cioè. Meryl Streep. Premio. Roma. *ancora sotto shock per riuscire a formulare una frase di senso compiuto*

Sul fronte obsessions c'è una new entry: Barbra Streisand.
Ho scaricato la discografia completa (un numero inverosimile di album) e ho visto quasi tutti i suoi film. JE L'ADORE.
Ma mi fermo qui, perchè Barbra Joan Streisand si merita un post a parte.

posted by soulflower @ 14:00 | commenti (2)


domenica, 22 febbraio 2009 

// mood:
// listening to: (troppo agitata per ascoltare musica)
// object: oscarsss.

Questo post è dovuto principalmente al mio senso di colpa. Sono la bellezza di due mesi che non aggiorno, non era mai successo prima d'ora. Come minimo avrò perso tutti i miei fedeli lettori (b*stardi!). E' tutta colpa di Facebook e MSN. E poi insomma, ho un sacco di cose da fare. Tipo... Che so... uhm...
Ok, cambiamo argomento.

Stasera ci sono gli Oscar. Meryl ha una nomination come Miglior Attrice Protagonista. Potrebbe essere la volta buona che si porti a casa la terza statuetta. Non è umanamente concepibile il fatto che questa donna abbia vinto l'ultimo Oscar nel lontano 1983 per "La Scelta di Sophie". Dove li mettiamo ruoli memorabili come "La Donna del Tenente Francese", "La Mia Africa", "I Ponti di Madison County", "The Hours"?? (giusto per citare qualcuno e fare un po' di propaganda). Per chi ancora non lo sapesse Meryl detiene il record per il maggior numero di nomination (quest'anno è la n.15), viene nominata quasi ogni anno per qualsiasi cosa faccia. Proporrei d'istituire una categoria a parte, il "Meryl Streep Award". Perchè diciamolo, questa donna merita di portarsi a casa una statuetta A PRESCINDERE. Inutile dire che devo a s s o l u t a m e n t e seguire la cerimonia in diretta, non sia mai che mi perda un evento del genere. E' vero, domani internet sarà sommerso da videoclip e articoli... Ma non è la stessa cosa. E' un po' come registrare la finale dei mondiali e guardarsela il giorno dopo. Ovviamente non ho Sky, quindi mi toccherà seguire la cerimonia on-line, il che potrebbe anche essere un bene. Sarò libera di urlare/saltare/battere le mani/andare fuori di testa (a titolo informativo: una reazione non esclude l'altra. Anzi, molto probabilmente si verificheranno tutte e nell'esatto ordine in cui le ho scritte) senza svegliare/spaventare nessuno. Per non parlare delle conversazioni ad alto livello su MSN del tipo:
"eccolaaaaaaaaa!!!!!!!"
"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA"
"muoiooooooooooooooooo"

Questo mese sono stata al cinema ben 3 volte, in vista degli Oscar. E quindi vi beccate le recensioni.

Attenzione: potrebbero esserci degli spoilers. Vi ho avvisati.

DOUBT

Film su un argomento forte e difficile, il presunto abuso da parte di un prete nei confronti di uno studente di colore. La storia è ambientata in una scuola del Bronx nel 1964. La pièce teatrale è stata adattata per il grande schermo dallo stesso John Patrick Shanley (vincitore del premio Pulitzer), ragion per cui il film mantiene una forte struttura teatrale. Privo di effetti speciali, cambi d'abito o qualsiasi altro espediente che possa distrarre l'attenzione il film richiede recitazione allo stato PURO e attori di grande talento in grado di valorizzare ogni singola scena con uno sguardo, un gesto, un modo particolare di recitare le proprie battute... Un punto forte della regia sono sicuramente i primi piani. Un aticolo ha espresso perfettamente il concetto: "primi piani su volti di attori così perfetti da incatenare ogni parola al suo perfetto senso, e noi a loro". Suor Aloysius, la preside della scuola, è estremamente severa e conservatrice e tutti i ragazzi ne sono terrorizzati. Padre Flynn al contrario è aperto e liberale e la cosa non le va proprio a genio. Quando la giovane e naïve Sorella James viene colta da un dubbio e confessa di aver sopreso Padre Flynn in atteggiamenti un po' troppo amichevoli con uno dei ragazzi ecco che scatta la battaglia personale di Suor Aloysius contro il prete, intenzionata a smascherarlo a tutti costi e farlo allontanare dalla scuola. Uno scontro tra due personaggi dalla forte personalità, entrambi fermi sulla propria posizione... E la povera Sorella James (che rappresenta il punto di vista dello spettatore), divisa tra i due e incerta su chi abbia o meno ragione. Ad ogni modo il punto del film non è svelare una verità, bensì dimostrare come la mancanza di certezze possa influenzare i comportamenti umani. Fin dove siamo disposti a spingerci pur di far valere i nostri principi e le nostre convinzioni?

Grande interpretazione da parte di Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman e Amy Adams. Ma soprattutto Meryl. Questa donna è in grado di esprimere una varietà infinita di emozioni con un semplice sguardo o un impercettibile movimento delle labbra. Non ho idea di come faccia, so soltanto che in ogni suo film è in grado di calarsi completamente nel personaggio e DIVENTARE il personaggio.


REVOLUTIONARY ROAD

Ambientato nell'America degli anni '50 "Revolutionary Road" è la storia di Frank ed April, una giovane coppia soffocata dalla noia e dalle regole di una società perbenista e conservatrice. L'infelicità e l'insoddisfazione non fanno che logorare il loro rapporto e allontanarli l'uno dall'altra. Frank detesta il suo lavoro e ha una misera relazione extra-coniugale dettata unicamente dalla monotonia e dal desiderio di trasgredire, April è una casalinga insoddisfatta e incompresa divisa tra figli e faccende domestiche. Entrambi si considerano speciali e destinati a qualcosa di meglio che a una misera esistenza fatta di casa con giardino, figli, denaro e rispettabilità. Le cose cambiano quando April suggerisce di trasferirsi a Parigi e vivere la vita che hanno sempre sognato. Lei avrebbe lavorato come segretaria sostenendo la famiglia finchè Frank non avesse finalmente trovato un lavoro più adatto alle sue capacità. Dapprima titubante, Frank finisce col convincersi. Il solo pensiero di partire e l'idea che la felicità sia dietro l'angolo riaccende la passione e dissolve il vuoto delle loro esistenze, improvvisamente la vita torna a splendere. Tutto ciò fa pensare a quanto la felicità sia strettamente collegata ad uno stato mentale, più che al cambiamento. C'è una scena bellissima che mostra il cambiamento mentale dei due protagonisti: Frank si reca al lavoro, è identico a qualsiasi altro uomo intorno a lui... Giacca e cravatta, cappello, valigetta 24 ore... Ma qualcosa dentro di lui è cambiato. Non si sente più uno di loro. Si ferma sulle scale sorridendo e guarda oltre, gli altri continuano a muoversi dietro di lui, troppo presi dalle loro monotone vite. Nello stesso momento April, con i biglietti aerei in mano, cammina lungo il viale sorridente ed emozionata, l'incarnazione della felicità fatta a persona. Purtroppo però le cose non vanno come previsto. Frank riceve una generosa offerta di lavoro, April rimane incinta... E l'intero piano scoppia come una bolla di sapone. April va in crisi. Frank ha finalmente la prospettiva di un'esistenza migliore grazie ad un lavoro ben retribuito e gratificante, ma April si ritrova al punto di partenza e con nessuna prospettiva se non quella di badare alla casa e comportarsi da 'perfetta mogliettina' americana (sotto molto aspetti il personaggio di April mi ha ricordato Laura Brown in "The Hours"). In quegli anni essere una donna era estremamente limitante. Per alcune non c'era il benchè minimo problema (o se c'era mascheravano la cosa fingendo che le cose andassero bene. La società di quegli anni era invasa dall'ipocrisia. Vedi i vicini di Frank ed April), ma altre donne dallo spirito più libero e anti-convenzionale erano spinte alla follia. Il finale è tragico ma necessario. Una storia in cui ci si può rispecchiare appieno, nonostante la diversa epoca.
Interpretazione fenomenale da parte di Kate Winslet e Leonardo DiCaprio, buona regia, bellissimi costumi, musica perfetta.

Non capisco perchè Kate non sia stata nominata per questo film, anzichè "The Reader". (Ah, questo film l'ho visto in inglese. yay!)


THE READER

Storia ambientata nella Berlino del dopoguerra. Il protagonista è Michael, un ragazzo che in un momento di malessere viene aiutato da una misteriosa donna di nome Hanna Schmitz. Tra i due nasce una relazione, il ragazzo viene iniziato al sesso. I loro incontri diventano sempre più frequenti, finchè tra i due nasce un'intesa. Hanna ha un carattere molto duro ma dimostra di avere una profonda sensibilità. Adora farsi leggere i classici della letteratura, e Michael l'accontenta. La relazione dura solo un'estate ma il ragazzo ne rimane profondamente segnato. Si reincontreranno soltanto una decina d'anni più tardi in circostanze totalmente inaspettate. Michael studia per diventare avvocato e si ritrova ad assistere ad un processo per crimini nazisti, nel gruppo di donne accusate di aver lavorato per l'SS c'è proprio lei, Hanna Schmitz. Michael rappresenta il punto di vista dello spettatore, completamente spiazzato da questa scoperta e incapace di credere che una persona come Hanna possa aver fatto una cosa del genere. Ad un certo punto del processo Hanna viene accusata dalle sue compagne di essere stata la responsabile del gruppo e di aver scritto di suo pugno una certa lettera in cui venivano dichiarate le loro posizioni e responsabilità nei confronti dei prigionieri. In quell'istante il ragazzo si rende finalmente conto che Hanna è analfabeta e che l'ha sempre nasconto per vergogna. Nonostante questa informazione potrebbe cambiare notevolmente l'esito del processo, Michael non ha il coraggio di rivelare il segreto di Hanna. Dal canto suo Hanna non fa nulla per discolparsi e conferma l'accusa, aggiudicandosi l'ergastolo. Michael non andrà mai a trovarla, ma per 20 anni le leggerà montagne di libri inviandole dei nastri registrati. The Reader.

Ora. Devo confessare che alcune parti della storia sono un po' oscure... Non riesco ad inquadrare bene i personaggi. Secondo la mia personale interpretazione Hanna era una persona molto sensibile e intelligente (meravigliosa la scena in cui scoppia in lacrime ascoltando il coro nella chiesa), non credo che lo spettatore fosse tenuto in qualche modo a giustificarla. Il fatto che fosse analfabeta non significa certo che non fosse in grado di distinguere il bene dal male. Credo piuttosto che si sia trovata in balia degli eventi e che abbia avuto il rimorso e il senso di colpa tutta la vita. Questo spiegherebbe il suo dichiararsi colpevole e la sua decisione finale. Non l'ha fatto per nascondere il suo segreto, bensì perchè non si sentiva degna di vivere. Se vogliamo dirla tutta credo che avesse anche dei problemi psicologici. Il personaggio di Michael invece penso fosse dilaniato in due (così come lo spettatore): da una parte il coinvolgimento emotivo e il desiderio di aiutarla, dall'altra l'impossibilità di giustificarla per una cosa tanto grave.

* * *

Detto questo... Che vinca la migliore!
Perchè si sa, tutti (me compresa) danno per scontato lo scontro Meryl Vs. Kate... Come minimo non vincerà nessuna delle due.

posted by soulflower @ 17:25 | commenti (3)


lunedì, 29 dicembre 2008 

// mood:
// listening to: the perfect year - sunset boulevard (watch)
// object: natale, anno nuovo e buoni propositi

E' passata la bellezza di un mese dal mio ultimo post. Penserete che sono talmente presa dalla mia raffa-fever da non avere neppure il tempo di aggiornare... Il che è abbastanza vero. Oggi ad esempio ho guardato il video di California a ripetizione finchè non ho memorizzato tutti i passi della coreografia. Direi che ne è valsa la pena.

Ma parliamo di cose serie: I REGALI.
Il bottino di quest'anno è fonte di immensa gioia e riconoscenza:
- pc portatile Asus X51 (woop woop!)
- memoria esterna da 500GB (ci voleva!)
- Raffica Carrà balletti & duetti (...eh beh!)
- t-shirt Mamma Mia (che sfoggierò con grande orgoglio)

Direi che non mi posso lamentare. La ciliegina sulla torta sarebbe ricevere la calza della befana. Sapete com'è, ci tengo a mantenere viva la tradizione.
Ma a chi voglio darla a bere?? La verità è che sono una golosa cronica e mi prende un magone assurdo se per l'epifania non trovo dei dolcetti davanti alla porta. Purtroppo mia madre si rifiuta categoricamente, da una parte perchè sostiene che siamo grandi per certe cose (ma chi l'ha detto??), dall'altra perchè non ho cognizione e faccio fuori tutto il contenuto della calza nel giro di mezza giornata (per poi fracassare le balle lamentandomi del dolore al fianco e dei brufoli). Adoro quasi tutti i tipi di dolci tranne robe con la marmellata e torte alla frutta. Gli unici cioccolatini che mangio per inerzia e che non suscitano in me il benchè minimo desiderio sono i Ferrero Rocher. Non ne sono sicura ma forse è per via di quella volta che ho fatto fuori una confezione da 24 in un pomeriggio. Credo di aver avuto un'overdose da Ferrero Rocher. Insomma, per farla breve: volete conquistarmi? Una rosa rossa e una bella confezione maxi di Lindt e cadrò ai vostri piedi.

Dopo la bellezza di una settimana sono ancora in preda all'ansia da terremoto. A volte mi suggestiono talmente tanto che mi sembra di sentire delle scosse (quando invece è solamente la centrifuga della lavatrice o quella cretina della vicina che litiga col marito e sbatte le porte). Ieri mi sono svegliata nel cuore della notte in preda al panico per via di un terremoto immaginario. Non posso andare avanti così. Questo è già il terzo terremoto che si verifica dalle mie parti (o che ricordo). Il primo fu nel '98: ero alle medie nel bel mezzo di una lezione. All'improvviso un boato enorme... Lì per lì sembrava un aereo a bassa quota, poi i banchi cominciano a tremare... Ricordo la prof. d'italiano con il viso paonazzo e il terrore negli occhi che ci dice di mantenere la calma. Seguendo esattamente le regole di comportamento in caso di terremoto/incendio/calamità naturale la prof. apre la porta e noi scappiamo tutti giù per le scale (lei per prima). Il secondo terremoto avvenne qualche anno fa, di notte. Ovviamente a casa mia non se ne accorse nessuno, dormivano tutti profondamente e nell'inconsapevolezza più totale. Poteva crollare la casa che non se ne sarebbero accorti.

Auguro a tutti voi un buon 2009. Per me stessa mi auguro che il nuovo anno sia più interessante e fortunato del 2008. Come buoni propositi invece preferisco rimanere su cose molto pratiche. Tipo decidermi a fare il cambio stagione nell'armadio, così da non dovermi arrampicare ogni volta che cerco un maglione... Andare dalla parrucchiera, che ho una ricrescita oscena... Leggere Jane Eyre, che staziona sullo scaffale da mesi... Comprarmi dei vestiti nuovi, che ogni anno ho sempre meno roba da mettermi... E magari imparare il testo di "Fiesta", così la pianto di inventare le parole.

"It's New Year's Eve, and hopes are high
dance one year in, kiss one goodbye
another chance, another start
so many dreams to tease the heart.
we don't need a crowded ballroom, everything we want is here
and face to face, we will embrace, the perfect year."

posted by soulflower @ 21:54 | commenti (4)


venerdì, 28 novembre 2008 

// mood:
// listening to: el borriquito - raffaella carrà
// object: c'è la 'harra.

Dovete sapere che sono vittima della febbre del mercoledì sera, nota anche come Raffa-Fever. Il giovedì è una giornata critica per chi mi sta intorno in quanto il picco di esaltazione post-carràmba è massimo. Inizialmente la cosa non è stata presa molto bene dai miei che non gradiscono particolarmente le mie performance con relative coreografie ad ogni ora del giorno. Alla fine però hanno accettato la cosa, tant'è che mi hanno regalato il primo cofanetto di "Raffica Carrà" (qualsiasi cosa pur di farmi stare zitta). Il secondo cofanetto invece entrerà in mio possesso a Natale, ho obbligato mio fratello a regalarmelo.

Questa improvvisa passione per la Carrà non me la so spiegare. Non è certo la prima volta che appare in tv (chi non è cresciuto con i suoi programmi, le sue sigle e i suoi balletti??), eppure è successo solo ora. Qualcosa aveva cominciato a smuoversi mesi fa guardando vecchi filmati della tv anni '70 (che amo tantissimo. Un giorno ci dedicherò un post), ma da quando è cominciato Carràmba sono rimasta folgorata. L'adoro. E' l'unica che fa televisione come si deve e con stile. E poi è allegra, colorata, luccicante, sfavillante, spettacolare... Mitica Raffa!

Niente paura, l'ossessione è perfettamente sotto controllo. Solo quando mi vedrete sfoggiare un caschetto dorato sarà giunto il momento di preoccuparsi.

posted by soulflower @ 13:08 | commenti (2)


giovedì, 20 novembre 2008 

mood:
listening to: a little priest
object: sweeney todd - stage version vs movie

A quasi un anno dall'uscita nelle sale ho finalmente visto Sweeney Todd. Avete presente la delusione che si prova quando uno dei vostri libri preferiti viene trasformato in un film che non ha niente a che vedere con la storia originale? Ecco, questa è la sensazione. Tim Burton mi è sempre piaciuto, concordo che abbia uno stile unico nel suo genere, un sacco di suoi film sono tra i miei preferiti... Ma Sweeney Todd... No. Se proprio doveva metterci le mani poteva fare un normalissimo film senza canzoni (come con "La Fabbrica Di Cioccolato"), al che mi sarei risparmiata la polemica.

Conosco la versione teatrale a memoria per cui posso dire che il film ha veramente poco a che vedere con il musical, nonostante Tim sia rimasto abbastanza fedele alla storyboard e ai dialoghi originali (le parti divertenti ovviamente sono state tagliate). L'atmosfera è completamente diversa, manca di humour, romanticismo, dramma... Tutto è incentrato sulla vendetta. Il musical presenta la storia sotto diversi aspetti, come la sofferenza e il dolore di Sweeney prima di incorrere nella pazzia e nella disperazione (nel film non si può certo provare empatia per lui), l'amore di Mrs. Lovett nei suoi confronti e allo stesso tempo la capacità di manovrarlo e condizionarlo nelle sue decisioni, la tenera storia d'amore tra Anthony e Johanna, l'attaccamento morboso del giudice nei confronti della sua protetta... Il tutto condito qua e là da un delizioso dark-humour. Nel film invece molte cose passano in secondo piano, sembra tutto focalizzato intorno alla pazzia di Sweeney e al fatto che sgozzi le persone, quando il punto della storia non è proprio questo. Per qualche ragione lo Sweeney di Johnny Depp arriva a Londra già pazzo. Dovrebbe essere una cosa graduale fino alla canzone "Epiphany", dove perde ufficialmente la ragione (per intenderci: "I will have vengeance... I will have salvation!"), e invece no. Dal canto suo Helena Bonham Carter è una Mrs. Lovett poco credibile, le mancano il carisma e la personalità richieste dal personaggio.

Sweeney Todd è stato scritto e composto da Stephen Sondheim, uno dei più grandi compositori di Broadway di tutti i tempi. Le sue musiche non sono solo musiche, sono poesie, capolavori, opere di ricercatezza e perfezione. Purtroppo nel film non vengono valorizzate, sia per le scarse doti canore del cast sia per il modo in cui sono state girate le scene. Per esempio la canzone cantata da Pirelli durante la gara è un qualcosa di geniale, ogni frase finisce in modo da simulare il rumore della lama sulla pelle. In più, dato che Pirelli si finge italiano, la canzone viene cantata con accento italiano (la frase "require da heart" ha addirittura una cadenza vagamente napoletana) e modi di fare italiani. Il Pirelli del film non si è preso il disturbo di cantare la canzone come Sondheim comanda. Oppure "The Worst Pies In London" e "A Little Priest", canzoni geniali e spassosissime, sono state eseguite in maniera piatta e priva di humour. "Johanna", piena di amore e speranza, si perde nel grigiume e nella tetraggine della scena, così come la ripresa di "Johanna" con Sweeney che sgozza un cliente dietro l'altro e il sangue che spruzza da tutte le parti. E' inevitabile che l'attenzione venga distolta, così come è inevitabile che la storia finisca sempre per ruotare unicamente intorno alla parte macabra della vicenda (nella versione teatrale ci si perde talmente tanto nella bellezza e nella profondità della canzone che tutto il resto passa in secondo piano). "Pretty Woman" è l'inno alle donne più bello che sia mai stato scritto (qui il testo), nonchè breve momento in cui Sweeney riacquista lucidità e umanità e si abbandona alla contemplazione e al ricordo, ma Johnny me la canta con espressione da psicopatico e cadenza macabra (come tutte le altre canzoni, del resto) modificandone l'intenzione. Per non parlare dei brani che non sono stati inseriti (il che a questo punto può essere un bene). Insomma, sono molto delusa. Una delle poche cose che salverei, visualmente parlando, è la scena di "By The Sea".

Continuerò ad amare Sweeney Todd alla follia, cercando di scacciare dalla mente la versione cinematografica. Concludo consigliando a tutti gli amanti del film di dare un'occhiata anche alla versione teatrale, perchè onestamente non se ne può più di leggere commenti su YouTube di gente che difende il film a spada tratta solo perchè è di Tim Burton o perchè Johnny Depp è figo. Se anche dopo aver visto il musical la vostra opinione non cambierà allora giuro che taccerò per sempre. Promesso. Ma fino ad allora continuerò imperterrita a rompervi le palle.


A Little Priest - Johnny Depp & Helena Bonham Carter


A Little Priest - George Hearn & Patti LuPone

posted by soulflower @ 18:54 | commenti (6)


sabato, 08 novembre 2008 

// mood:
// listening to: bye bye blackbird - liza minnelli
// object: w liza!

Ok, non so nemmeno da dove cominciare.
Ho visto tanti concerti ma questo è stato sicuramente uno dei miei preferiti in assoluto. Liza Minnelli è F A V O L O S A. Leggendaria, una forza della natura, la Broadway diva per eccellenza. Ho deciso di andarla a vedere perchè, come ho già detto, rappresenta tutto ciò che amo e in cui credo, non sono mai stata una fan ma ho sempre ammirato la sua carriera. Devo dire che è stata una vera rivelazione, non mi sarei mai aspettata che fosse così... Straordinaria! Sappiamo tutti che non è più in grado di cantare come una volta (mi riferisco alle note alte e lunghe) ma dal vivo è semplicemente perfetta, non ho sentito una sola nota fuori posto. Una voce incredibile, da pelle d'oca. Non ho potuto contenere i miei "WHOA!" d'apprezzamento, ero senza parole. Anzi, tremavo. Liza è un vero talento, ma non è solo la voce... E' tutto. L'energia, il carisma, lo stile, lo spirito. Riguardo i video che ho girato, ma... Non è la stessa cosa. Bisogna essere lì per capire. Liza è piccolina, eppure riesce a riempire un intero teatro con il suo spirito e la sua energia. Un'artista che non si risparmia e che da tutta se stessa. Eravamo nell'ultima fila della 1a galleria eppure sembrava di essere lì, davanti al palco.

La prima parte del concerto era dedicata ad alcuni dei suoi successi e a pezzi famosi di Broadway, la seconda alla madrina Kay Thompson.

Il 'Kay Thompson Act' è stato un qualcosa di sublime. Liza era circondata da 4 ballerini/cantanti in smoking (so Broadway!) per ricreare le performance di Kay. Tralaltro è riapparsa sul palco con un foulard rosa in suo onore, perchè Kay aveva una vera e propria ossessione per il rosa. Non so quante volte durante il concerto ho pensato: "oddio... Questo concerto è così... Di classe!". Ho apprezzato molto il fatto che introducesse ogni canzone con un aneddoto o spiegando da quale show fosse tratta. Ha parlato anche di cose abbastanza personali, come la morte della madre e di come Kay le sia sempre stata vicino. E' stato molto toccante. Oltre a questo suo coraggio d'esporsi ammiro molto la semplicità e l'auto-ironia che è riuscita a mantenere nonostante la carriera di successi e i problemi che ha dovuto affrontare nel corso degli anni.
Non ho ancora capito se il bis fosse previsto o totalmente improvvisato... Fatto sta che il pubblico continuava ad applaudire, allora Liza è riapparsa sul palco da sola e ha cantato "I'll Be Seeing You" a cappella. Si può non amarla?!...

A fine concerto abbiamo aspettato Liza fuori dall'uscita posteriore del teatro insieme ad altra gente. Ogni volta che la porta si apriva era PANICO! Alla fine è uscita (OMG!!!!), non ha fatto autografi però almeno ha salutato e ringraziato tutti. E poi ho scoperto che abbiamo il cappello uguale.

Non dimenticherò mai questo concerto... E' stata gioia allo stato puro.
Grazie Liza.



SONGLIST


First Act:
Teach Me Tonight
My Ship
The Man I Love
Old Friend
So What (from 'Cabaret' broadway show)
My Own Best Friend (from 'Chicago' broadway show)
He's Funny That Way
Maybe This Time
Cabaret

Second Act:
The World Goes 'Round
Hello Hello
Jubilee Time
Won't You Come With Me Down The Mississipi (?)
Clap Yo' Hands
Medley by pianist and dancers
I Love The Violin
New York, New York

Encore:
I'll Be Seeing You (a cappella)

posted by soulflower @ 19:21 | commenti (5)


venerdì, 24 ottobre 2008 

// mood:
// listening to: ring them bells - liza minnelli
// object: *yay*

Avvertenza: post ad alto livello di esaltazione.

'siore e 'siori, sono felice di annunciarvi che il 4 novembre vedrò Liza Minnelli in concerto a Bologna! woop woop! Devo dire che è la prima volta che compro dei biglietti con così poco anticipo. Chi mi conosce sa che di solito comincio mesi e mesi prima con i miei macchiavellici schemi mentali. A volte compro i biglietti così presto che andare alla data del concerto le scritte cominciano a sbiadire, quindi mi tocca adottare sistemi di conservazione alternativi per evitare tutto ciò. Erano mesi che il tormento andava avanti... "Ci vado o non ci vado?... I biglietti però sono un po' cari... Che palle..." Finchè non ho scoperto che oltre alla data di Roma e Milano sono state aggiunte altre 5 date, tra cui appunto Bologna. Sono pienamente consapevole del fatto che Liza non è più in grado di cantare come una volta, però credo che almeno una volta nella vita Liza Minnelli si debba vedere. Dopotutto rappresenta Broadway e tutto ciò che amo e in cui credo. Con me ci sarà la mia julie-friend Marta, che condivide il mio stesso entusiasmo. Inutile dire che se Liza dovesse cantare qualcosa di vagamente julie-related ci esalteremo come due pazze.

La seconda ragione del mio totale esaltamento è che la produzione internazionale del musical di Mamma Mia! sbarcherà presto in Italia. E non parlo degli agghiaccianti musical di casa nostra con le canzoni tradotte ("tu sei fatto per me... fatto per me... parararara... du du du..."), ma di una produzione ORIGINALE con dialoghi e canzoni in inglese. Non me lo posso assolutamente perdere.

Visto che siamo in tema Mamma Mia! ne approfitto per parlare ulteriormente del film (pensavate di averla scampata, eeh??). In totale l'ho visto 3 volte. Comincio a sentire leggeri sintomi d'astinenza ma mi sono ripromessa di non vederlo più al cinema... A meno che non dovesse arrivare la versione sing-a-long, al che sarò la persona più felice di questo mondo e potrò finalmente cantare tutte le canzoni a squarciagola ed esibirmi nella coreografia di Dancing Queen. Sono stra-felice che il film abbia riscosso successo anche da noi, sinceramente ero un po' scettica. Si sa, il popolo italiano è fondamentalmente un popolo cinico. Un po' di tempo fa è stato pubblicato un articolo su Vanity Fair che esprime molto bene il concetto:

«In Italia il film esce il 3 Ottobre. Difficile dire se avrà lo stesso successo: da noi i musical non ce l'hanno mai. Non c'è tradizione, forse perchè il musical pare la versione pop del «nostro» melodramma. C'è, invece, la «tradizione» del doppiaggio, così le parti parlate sono in italiano, quelle cantate in inglese con i sottotitoli: la visione e l'ascolto s'impasticciano. E, infine - ma credo che sia la ragione più profonda - noi siamo un popolo antico e cinico, quindi non riusciamo a credere che la vita si possa raccontare interrompendo profondi discorsi qua e là per mettersi a cantare e ballare.»

Ho avuto modo di paragonare pubblico svizzero e pubblico italiano e devo dire che non c'è storia. La proiezione a Locarno è stata una cosa meravigliosa. La gente non poteva fare a meno di cantare, battere le mani, ridere... Alla fine di Dancing Queen c'è stato un applauso incontenibile, per non parlare del finale e dell'esaltazione totale tipo concerto. Meryl: "Do you want another one??" Pubblico: "Yeaaah!!!!" Ma la cosa che mi ha veramente colpita e che denota un certo tipo di atteggiamento, serietà e rispetto è stato quando sono iniziati i titoli di coda e tutti sono rimasti seduti a cantare Thank You For The Music. Ero in paradiso, non ci potevo credere. Purtroppo l'italiano medio ha una mentalità completamente diversa, un diverso senso dell'umorismo e in generale un'intolleranza verso il sottotitolo. Sarebbe proprio una bella cosa se anche da noi ci fosse la possibiltà di poter scegliere tra film in versione originale e film doppiato. E' ora che la gente cominci ad abituarsi all'idea, perchè non c'è solo l'Italia a questo mondo. Apriamo la mente, allarghiamo gli orizzonti...

Mamma Mia è un film allegro e spensierato, sublimazione della versione teatrale nonchè inno alle donne di qualsiasi età. Indipendentemente dalla presenza della mia adorata Meryl credo sia più che giusto rappresentare qualsiasi tipo di femminilità. Il cinema deve portare sullo schermo la vita, e nella vita reale esistono anche donne over-40 e non soltanto le belloccie di turno. L'industria cinematografica la deve piantare di propinarci sempre e solo film di supereroi, splatter-movies e cartoni animati. Il cinema deve essere ad appannaggio di tutti, non soltanto dei giovani o degli uomini. Quindi viva Mamma Mia, viva i musical, viva gli ABBA, viva il kitch... E viva Meryl Streep!

E comunque sono sempre più convinta che Broadway sia una filosofia di vita.

posted by soulflower @ 18:02 | commenti (3)


mercoledì, 01 ottobre 2008 

// mood:
// listening to: they can't take that away from me
// object: <333

Oggi Julie Andrews compie 73 anni.
Una donna meravigliosa... Il mio idolo, eterna fonte di gioia ed ispirazione.
Non ci sono parole adatte per descriverla.

HAPPY BIRTHDAY JULIE!!!

"There is about Julie an aura of radiance. On her voice we journey across our lives.
She's our fairest lady... She's my favourite thing."
  (Carol Burnett)

posted by soulflower @ 17:12 | commenti (5)


venerdì, 26 settembre 2008 

// mood:
// listening to: won't you charleston with me (the boyfriend)
// object: totally random

In questo preciso momento sono in preda all'euforia perchè ho assistito in diretta alla conferenza stampa del San Sebastian Film Festival (w le webcam!). Inutile dire che la mia Meryl era bellissima e spumeggiante. Non ho capito molto perchè la traduzione in castellano copriva la sua voce, però c'è stato un momento esilarante in cui si è tolta le cuffie dicendo: "Hey! L'uomo che sta parlando in queste cuffie deve aver bevuto qualcosa!". Mitica. E stasera premiazione alle 22.00. *yay* (sì, sono una donna molto impegnata)

Ok, continuando con argomenti assolutamente futili... Domani sarà una giornata interamente dedicata allo shopping. Non so se ve ne siete accorti ma quest'anno è tornato di moda DI TUTTO. Finalmente potrò chiedere un pantalone a zampa senza ricevere l'occhiata di superiorità della commessa che ti risponde: "guarda, cara... Quest'anno non va tanto... Ho solo jeans stretti." "Ah." Questa invasione di zampe nelle vetrine mi riempie d'orgoglio e soddisfazione. Perchè me lo sentivo che sarebbe tornata, l'ho sempre detto. E poi è tornato lo scozzese, il viola, gli stivaletti alla caviglia, i maglioni lunghi, e... *rullo i tamburi* I cappellini anni '20!! E qui ci vorrebbe un applauso. Anzi, standing ovation per lo stilista che ha deciso di riproporre questo accessorio assolutamente essenziale per il guardaroba di ogni ragazza old-fashioned. Non vi sorprenderà sapere che non ne ho comprato uno, bensì tre. Ve lo giuro, quando li ho visti non ho capito più niente. Ho DOVUTO comprarli. Finalmente non dovrò più frugare nella bancarella del mercato insieme alle vecchiette. Uscita dal negozio mi sentivo molto Millie Dillmount. Quando ho mostrato queste meraviglie a casa, per far capire il PERCHE' di tali acquisti, ho indossato anche la mia collana di perle e mi sono esibita in un charleston. Purtroppo non credo abbiano capito, si sono limitati a guardarmi con aria diffidente e vagamente preoccupata.

Oddio. Scusate ma c'è una tipa al millionario che non sa la risposta su un film di Audrey Hepburn. Non ci posso credere.

In quale film Audrey Hepburn dice:
"Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia."


A. Colazione da Tiffany
B. Sabrina
C. My Fair Lady
D. Vacanze Romane

Ah Ah, ha perso. Ben le sta. Questa ignoranza non è tollerabile.
Almeno voi, ditemi che la sapete. (Watkin, tu sei fuori gara)

Settimana prossima ricomincio palestra. L'insegnante di Pilates ha avuto un bambino e quindi ci ha abbandonato. Che palle, mi piaceva Pilates (anche se non ho ancora capito come si fa a tenere "l'ombelico all'indentro". Se non altro sono un'esperta del piede a martello, molto poppinsiano). Dovrò accontentarmi di Yoga, sperando che ci sia almeno 2 volte a settimana. Sto pensando di iscrivermi ad aerobica, anche se non ho la benchè minima resistenza fisica.

Per concludere vi annuncio che sto leggendo "The Secret". Giuro. Mia zia mi ha fatto il lavaggio del cervello, dice che lo devo leggere perchè cambierà per sempre la mia vita. Ci crede tantissimo. Sarà... Sta di fatto che sono quasi a metà e mi sembra ancora una grande cazzata. E' dalla terza pagina che trovo da ribattere su ogni parola. Anzi, ho fatto un comizio soltanto sulla copertina. Per ora vi risparmio, attendo di arrivare alla fine. Chissà, magari andando avanti migliora... Magari riuscirò finalmente ad apprendere 'Il Segreto', a comunicare con l'universo, a sfruttare in modo positivo l'energia dell'attrazione. Oddio, onestamente ogni tanto m'intrippo e mi prendono le paranoie. C'è da dire che mia zia si è fatta liberare i punti Chakra, quindi è avvantaggiata.

posted by soulflower @ 21:51 | commenti (6)


giovedì, 18 settembre 2008 

// mood:
// listening to: a far l'amore comincia tu - raffaella carrà (watch)
// object: bentornata raffaella!

Vorrei dedicare un post in onore a Raffaella Carrà.

Finalmente è tornata. Ok, con la 5a edizione di Carràmba... Ma chi se ne frega. L'importante è che lei ci sia. Perchè Raffaella Carrà è leggenda, rappresenta la televisione italiana, ha fatto la storia. E' stata la prima ad esibire l'ombelico abbattendo ogni tabù, ha condotto dei varietà meravigliosi, ha cantato e ballato in abiti sgargianti e decisamente trasgressivi per l'epoca e ha cambiato per sempre il modo di fare TV.

Ieri sera, sulle note di Tanti Auguri, avvolta in quell'abito argento luccicante, per un attimo mi ha riportata a quegli anni. A quella TV che amo tanto ma che non ho vissuto. Perchè Raffaella è un simbolo, rappresenta la TV di una volta, la TV che non c'è più e la TV che ci dovrebbe essere.

Din Don Dan, sigla di 'Milleluci' (1974)

posted by soulflower @ 18:10 | commenti (6)


 

Tania. 02/11/84.
scorpione ascendente capricorno.
vive di musica/cinema/libri.
romantica, nostalgica, old-fashioned.
just a broadway baby.
soggetta ad ossessioni fanatiche.
complicata, pirandelliana.
ansiosa da mal di pancia.
pigra all'ennesima potenza.
si commuove davanti ai film.
ritardataria cronica.
contemplatrice di tramonti.
ama ritagliarsi i suoi spazi.
sensibile, empatica, riflessiva.
drastica, odia i compromessi.
condannata al cerchio dei golosi.
incontentabile.
negata per la matematica.
sarcastica, simpatica umorista.
creativa, artista incompresa.

That's why the lady is a tramp.


find me:


*me* XD

"Hai visto solo la punta dell'iceberg della mia nevrosi... Sono completamente pazza." (Ally McBeal)

Musica (broadway, jazz, swing, soul, disco, oldies) cinema, broadway, musicals, concerti, film anni '50-'60, libri, i classici, letteratura inglese, eroine tormentate, stile anni '20, tip-tap, charleston, jazzy-clothes, il romanticismo, tutto ciò che è old-fashioned, anni '80, il vintage, l'inglese, le citazioni, le overture, guardare film in inglese, internet, sperperare denaro su ebay, youtube, webdesign, collezionismo, sigle dei cartoni animati, walt disney, l'oggettistica inutile, gli album di fotografie, cantare in auto a squarciagola, gli attacchi di ridarola, le fanfare, il rosa, il cioccolato bianco, lo stile etnico, lo yoga, viaggiare, gli abbracci, i sorrisi, i bambini, i girasoli, il mare, i tramonti, l'arte in ogni sua forma.

I pois, le meduse, gli insetti, gli spazi affollati, la confusione, la mancanza di comunicazione tra le persone, gli uomini che non sanno più corteggiare, i giovani senza valori, le zoccole, la tv spazzatura, la sotto-cultura, la superficialità, i cellulare-dipendenti, la musica house, la droga, la noia, la solitudine, lo sport, la maleducazione, l'ignoranza, l'incoerenza, la perfidia femminile, l'atteggiarsi, l'invidia, l'ipocrisia, la superbia, l'accontentarsi, l'opportunismo, la logorria, la gente che non sa ascoltare, l'egocentrismo, l'esibizionismo, la competizione, lo snobbismo, il perbenismo, la gente fissata con il lavoro, gli isterici, i pignoli, i maniaci.

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